venerdì 3 settembre 2010
"Senza lavoro sono già morto":
come si può dormire sonni tranquilli la notte dopo aver
rovinato tanti onesti lavoratori?
Pietro Di Grusa, cinquantadue anni cardiopatico e precario
della scuola a Palermo, in lacrime durante lo sciopero della
fame nonostante un malore. Precario a vita, questa la
condizione di centinaia di migliaia di italiani di ogni età,
che hanno da dedicare o dedicato una vita alla causa della
trasmissione dei saperi, a trasmettere passione e conoscenza
alle generazioni future di un paese, che inveitabilmente, a
causa di politiche sciagurate, è in declino culturale,
sociale, umano e antropologico.
Come si può rimanere insensibili, mi rivolgo a Giulio
Tremonti già campione di insensibilità, di fronte a milioni
di persone gettate nella disperazione più profondo da una
manovra arida, cinica volta a favorire la finanza e
l'industria, favoreggiatrice di chi si arricchisce sulle
spalle delle persone oneste, di che si ripara all'ombra dello
scudo fiscale, delle banche, delle lobbies e delle cricche
padane e non che con questo governo stanno scavando pozzi di
denaro, amicizie importanti e affari di ogni tipo?
Come si può rimanere insensibili, mi rivolgo a Maria Stella
Gelmini dallo sguardo di ghiaccio riparato da un paio di
lenti spesse quanto fasulle, davanti al pianto dei padri di
famiglia che disperano del proprio futuro e di quello dei
figli? Come si può rimanere glaciali davanti a una fetta di
società in quotidiana difficoltà, mentre si siede su una
poltrona d'oro e si decide del futuro di milioni di persone,
e ripeto PERSONE, non numeri aridi.
Come si può rimanere insensibili, e mi rivolgo a Silvio
Berlusconi seduto su un tesoro di famiglia che lo mette al
riparo dalle preoccupazioni e dalle miserie umane, di fronte
al grido accorato di una generazione in fuga da un paese che
non da spazio ed enfasi ai migliori cervelli o, quando
raramente lo fa, li riduce in condizione di schiavitù?
La vostra insensibilità vi condanna, il vostro cinismo vi
punisce, la vostra ingordigia vi causerà la sconfitta e vi
auguro di piangere come Pietro Di Grusa, lacrime amare.
http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=118150cd63879139
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Il pesce, si sa, comincia a puzzare dalla testa.
Oggi la testa del pesce è letteralmente fetida,
ma la metà degli italiani s'inebria a quel fetore,
se ne riempie i polmoni come aria di montagna.
(Camilleri)


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