Garanzia sugli acquisti: rimpallo dal venditore al produttore
Quando si acquista un televisore, un computer o un elettrodomestico, la
procedura è molto semplice; basta pagare e vedersi consegnato a casa, con
relativa celerità, il prodotto da parte della catena commerciale.
Se il prodotto acquistato funziona correttamente, allora il rapporto tra
venditore e consumatore finisce qui, ma se il prodotto risulta essere
difettoso, il rapporto tra venditore e consumatore molto spesso rischia di
deteriorarsi.
Secondo quanto riporta Altroconsumo, ma anche in scia ad un'istruttoria
aperta dall'Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato, il venditore
molto spesso quanto si trova davanti il compratore che lamenta difetti sul
prodotto acquistato, cerca di fare il furbo adottando la tecnica dello
scaricabarile.
Il venditore, infatti, invita il cliente a rivolgersi direttamente al
produttore quando invece la garanzia di conformità dura ben due anni e deve
essere il venditore a farsene carico.
Insomma, il venditore quando fa affari è cortese, cordiale, e ci descrive
minuziosamente i prodotti in vetrina;
quando poi invece torniamo in negozio lamentando difetti di conformità il
venditore vede l'assistenza post-vendita come un'attività "fastidiosa",
senza alcun ritorno economico, quando invece secondo Altroconsumo è
fondamentale per fidelizzare la propria clientela.
La prassi appare così diffusa che l'Antitrust ha aperto un'istruttoria a
carico delle principali catene di elettronica, quelle che spesso, con spot
martellanti, vogliono farci intendere che quando vendono stanno dalla nostra
parte.
Ma non hanno ancora imparato che il diritto alla riparazione o alla
sostituzione di un prodotto non conforme è un sacrosanto diritto del
consumatore.
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Chi ruba lo fa secondo le proprie esigenze ed il proprio tenore di vita.
I poveri hanno meno esigenze, anche se più impellenti.
I ricchi hanno maggiori esigenze e devono difendere il proprio "status quo".
(pirex)


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